TFA e SUPPLENZE (Altro)

Inviato da Aunt Lucille, martedì, maggio 08, 2012, 22:41 (4678 giorni fa) @ silvia0084

» Sei stata quella che l'ha accesa,


Non lanciate il sasso per poi nascondere la mano.

Intanto chiariamo: a me il TFA non interessa proprio, sono già abilitata (con l’ordinario, quindi senza sconti), lavoro sin dall’inizio con incarico annuale. Però non sopporto l'arroganza e la mancanza di rispetto.
Anch’io, all’inizio della mia carriera da insegnante, mi sono trovata davanti alcuni 40enni e 50enni incapaci, ma non ho mai preteso che si togliessero d mezzo. Piuttosto me la sono presa con i dirigenti che facevano finta di niente.
Ci si accalora tanto contro il sistema che permette agli incapaci di insegnare, ma nessuno se la prende con i dirigenti che hanno il potere di entrare in classe a monitorare i docenti e prendere provvedimenti contro gli incapaci. Perché questo nessuno lo dice> Perché guardate solo un metro più in là>


In questo forum ho semplicemente risposto a chi pretende che i non abilitati con anni servizio si tolgano di mezzo perché sono incapaci, pigri, occupano posti non loro, hanno tirato a campare senza abilitarsi e sono sicuramente meno meritevoli dei brillanti neolaureati.
Ho ammesso già in altri post che gli incapaci ci sono, ma ci sono anche tanti bravi insegnanti che non si sono abilitati per vari motivi, che non sono la pigrizia o l’inettitudine. Il rispetto voi lo pretendete, quindi dimostratelo anche agli altri.

Inoltre credo che non sia sbagliato, oltre che sensato, garantire a chi ha anni di servizio un percorso diverso per abilitarsi. I neolaureati sono freschi di studio, non hanno esperienza e hanno conoscenze più teoriche, mentre i suddetti precari non abilitati insegnano magari da tanti anni e hanno conoscenze più pratiche.
Questo non toglie, e l’ho già detto, che tutti debbano essere preparati per fare l’insegnante e che ci deve essere un modo per testare la preparazione e la bravura sia degli uni che degli altri.

Per quanto riguarda il sistema del punteggio e quindi dell’anzianità, qualcuno mi è saltato in testa dicendo che, ma scherziamo, ci vuole meritocrazia, altro che anzianità! Nel settore privato, invece sì, che c’è meritocrazia.
Ma ne siete sicuri> Un recente studio dimostra che, per quanto riguarda la qualità, la scuola privata in Italia si piazza al di sotto quella pubblica. Questo sarebbe il risultato della meritocrazia> Inutile dire che è solo il risultato del sistema clientelare.

Ecco perché ho difeso il sistema dei punteggi. Sono pienamente convinta, perché l’ho vissuto sulla mia pelle e lo vedo ogni giorno attorno a me, che, se togliessero le graduatorie, anche nella scuola pubblica inizierebbe una selvaggia corsa alla raccomandazione. I favoritismi e le raccomandazioni ci sono già, figuriamoci senza graduatorie.
Non a caso Formigoni, ora coinvolto nelle vicende che tutti conosciamo, ha a più riprese proposto con forza il sistema di reclutamento dei docenti da parte delle scuole. Chissà come mai.

Mi viene da pensare, allora, che in chi si ostina a non capire che le graduatorie garantiscono il diritto di lavorare anche ai poveretti, meritevoli e non, che non hanno conoscenze da far valere, forse non ci sia totale buona fede.
Spetta poi ai dirigenti prendere provvedimenti nei confronti di chi non fa il proprio dovere. Il diritto dei meritevoli sarebbe così salvo e anche i non meritevoli avrebbero ciò si meritano.
Mentre in un sistema di finta meritocrazia (perché in Italia non potrebbe che essere altrimenti) non si scongiurerebbe certo la presenza degli incapaci e i molti meritevoli senza amicizie rimarrebbero a casa.

In quando alla vostra lotta silenziosa, al vostro tirare a campare, penso che dovreste essere un po’ più concreti e attivi. Finché coloro che stanno male cercano comunque di arrangiarsi, chi ha le responsabilità dorme sonni tranquilli ed è un po’ comodo dire che “non lottiamo perché tanto la lotta porta ad altre ingiustizie". Intanto le lotte dei tuoi predecessori hanno portato anche alle università aperte a tutti e al moltiplicarsi delle borse e opportunità per garantire il diritto allo studio e tu e milioni di giovani avete potuto laurearvi e fare mille esperienze proprio grazie a questo.


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